Introduzione |I dialetti campani e l'impostazione dell'ALCam| I punti d'inchiesta
Il progetto Alcam (Atlante Linguistico Campano) vuole documentare l'attuale situazione linguistica della Campania. E' un fatto ben noto che l'Italia dispone di una differenziazione molto elaborata delle variazioni linguistiche nello spazio, proprio in virtù della forte tradizione dialettale. Tra i poli della lingua standard da un lato e dei dialetti-base dall'altro si manifestano delle realizzazioni linguistiche che si presentano talvolta innovative, talvolta arcaizzanti. L'ALCam si propone di documentare questo spazio linguistico che non è solo caratterizzato dalla vitalità dialettale ma anche dalla modernizzazione linguistica (o italianizzazione), in una regione che vive il radicale contrasto tra una metropoli in espansione e un entroterra legato all'identitá dialettale. Da questo risulta una dinamica delle variazioni linguistiche unica in Italia, che rispecchia un attuale mutamento all'interno della societá italiana. L'ALCam è dunque allo stesso tempo dialettologia e sociolinguistica. L'ALCam documenta e interpreta il profilo linguistico di una regione-modello che si orienta sempre più verso una differenziazione spaziale.

Sviluppi fonetici nell'entroterra napoletano


Introduzione | Idialetti campani e l'impostazione dell'ALCam | I punti d'inchiesta
L'ALCam è un atlante linguistico che registra un inventario di parole dialettali e brani di etnotesti, allo scopo di interpretare la dinamica linguistica della Regione Campania.
Tradizionalmente, un atlante linguistico raccoglie i dati che riguardano i dialetti base poco o affatto influenzati da altre varietá. Nel passato si era scelto come informatore preferibilmente il parlante anziano che ha viaggiato poco, e che offre un materiale linguistico di carattere museale. Tali strati dialettali, formati soprattutto da arcaismi (per esempio l'uso di tata in luogo di pate, papá) si mostrano di particolare interesse in un momento storico-linguistico caratterizzato da un'italianizzazione quasi compiuta. D'altra parte a noi interessano anche le altre varietá documentabili nel momento in cui il dialettofono monolingue diventa un caso raro.
Alcune iniziative di ricerca come l'ALS (Atlante Linguistico della Sicilia) o il NADIR (Nuovo Atlante dei Dialetti e dell'Italiano Regionale) presentano tale impostazione di atlante sociolinguistico, ma sono altresì in fase di progettazione e quindi non ancora consultabili.
L'ALCam si può definire sostanzialmente come uno strumento geolinguistico che avvicina la dialettologia alla sociolinguistica.
Talvolta si parla di crisi della dialettologia, dal momento che la descrizione dei dialetti-base assume ormai esclusivamente un valore nostalgico. Relazionando invece la dimensione spaziale agli sviluppi recenti della cosietá italiana e delle scelte nel repertorio linguistico, la "nuova" valorizzazione diatopica considera tutte le varietá in uso in una data regione e i contatti fra esse. Tale nuova dialettologia rapporta lo spazio non piú solo al dialetto-base, ma anche alla distribuzione dei vari livelli linguistici. In questo modo si ottiene una classificazione della variazione diatopica in parte indipendente dal dialetto-base.
Due motivi ci hanno spinto a scegliere la Campania come regione-modello per la nostra ricerca per due motivi: in primo luogo perché la dialettologia campana, che nel passato si è sempre identificata erroneamente con il napoletano letterario e urbano, non si è distinta finora per una ricca produzione scentifica, anche se si notano ultimamente promettenti salti qualitativi (fra cui Rosanna Sornicola e Nicola De Blasi). Per il passato si avverte tuttavia la carenza di una ricca tradizione dialettologica. Inoltre la Campania offre un panorama unico dal punto di vista sociale e linguistico costituito dalla coesistenza di un'area metropolitana in espansione (che copre ormai tutta la provincia di Napoli e si ritrova oltre questi confini in un triangolo costituito da Caserta, Pozzuoli e Castellammare di Stabia) e di aree linguisticamente conservatrici (come l'Irpinia, il Sannio, il Cilento) ma interessate da forti processi di italianizzazione linguistica.
 
Introduzione | I dialetti campani e l'impostazione dell'ALCam| I punti d'inchiesta
 
L'ALCam è una banca dati del materiale raccolto tramite inchieste dirette in circa 60 località che si distribuiscono in questo modo (per motivi di leggibilità lo schema non riporta i punti d'inchiesta all'interno della Città di Napoli):

mappa dei punti d'inchiesta
 


zone di esplorazione:

- Napoli e provincia
- Provincia di Caserta
- Provincia di Benevento
- Provincia di Avellino
- Provincia di Salerno
- Provincia di Latina / Frosinone

Per attingere a materiale sui dialetti campani al di fuori della Campania è stata presa in esame la situazione linguistica nelle seguenti località:
 
- Isole Tremiti in quanto isola linguistica collegata al bagno ottocentesco
- La Ciotat (Francia) con nuclei della ex-colonia di Procidani che hanno lasciato la Tunisia
- Mannheim (Germania) per parlanti migrati dalla Campania

Come si vede, abbiamo cercato di esaminare più dettagliatamente la provincia di Napoli attraverso una rete fitta di punti di inchiesta, alfine di ottenere una documentazione più dettagliata nelle zone metropolitane, dove il mutamento linguistico si rivela più accelerato a causa delle varietà transitorie e miste. I tipi di inchiesta si differenziano in base all'età degli intervistati: infatti mentre gli anziani sono generalmente disposti a rispondere ad interviste più prolungate, i giovani lo sono meno. Per questo motivo abbiamo deciso di differenziare le tecniche per la raccolta del materiale, in modo da rendere questo più adeguato e comparabile. Ricorriamo dunque sia ad un questionario, sia ad etnotesti riguardanti la vita sociale o i 'life-threatening events' (situazioni di forte coinvolgimento emotivo) in modo da captare una maggiore spontaneità; infine registriamo il commento od un breve filmato di Charlie Chaplin.
 
 

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